La ZES Unica (Zona Economica Speciale) rappresenta uno degli strumenti più rilevanti introdotti negli ultimi anni per sostenere lo sviluppo economico e produttivo delle aree del Mezzogiorno e di alcune zone del Centro Italia.
Per Zona Economica Speciale si intende una porzione delimitata del territorio nazionale nella quale le imprese, sia già operative sia di nuovo insediamento, possono beneficiare di condizioni agevolate per gli investimenti e per lo sviluppo delle attività imprenditoriali.
L’obiettivo è attrarre nuovi capitali, rafforzare il tessuto industriale e favorire la crescita occupazionale nelle aree interessate.
A partire dal 1° gennaio 2024 è stata istituita la ZES unica per il Mezzogiorno, che comprende i territori delle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia e Sardegna. Successivamente, con le nuove disposizioni applicabili dal 2026, la misura è stata estesa anche ad alcune aree di Umbria e Marche, individuate sulla base della cosiddetta “carta degli aiuti” europea.
Il funzionamento della ZES unica è guidato da un Piano strategico triennale, che definisce le linee di sviluppo dell’area in coerenza con gli obiettivi del PNRR. Il piano individua i settori economici da promuovere e quelli da rafforzare, oltre agli investimenti e agli interventi considerati prioritari per favorire la crescita economica e l’attrattività dei territori coinvolti.
Chi può accedere alle agevolazioni
Il credito d’imposta ZES è rivolto a tutte le imprese, comprese quelle attive nei settori:
- della produzione primaria agricola,
- della pesca e dell’acquacoltura,
- della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli e ittici.
Sono invece esclusi i soggetti che operano nei settori:
- siderurgico, carbonifero e della lignite,
- dei trasporti e relative infrastrutture,
- della produzione, trasmissione e distribuzione di energia,
- delle infrastrutture energetiche e della banda larga,
- nonché i settori creditizio, finanziario e assicurativo.
Le imprese beneficiarie devono mantenere l’attività nella struttura produttiva situata nelle aree agevolate per almeno cinque anni dal completamento dell’investimento.
Agevolazione
| Regione | Piccole imprese (fino ai 50 milioni di investimento) | Medie imprese (fino ai 50 milioni di investimento) | Grandi imprese (e PMI oltre i 50 milioni di investimento) |
| Abruzzo (zone assistite) | 35% | 25% | 15% |
| Molise | 50% | 40% | 30% |
| Sardegna | 50% | 40% | 30% |
| Sardegna (area transizione giusta) | 60% | 50% | 40% |
| Campania | 60% | 50% | 40% |
| Puglia | 60% | 50% | 40% |
| Puglia (area transizione giusta) | 70% | 60% | 50% |
| Basilicata | 50% | 40% | 30% |
| Calabria | 60% | 50% | 40% |
| Sicilia | 60% | 50% | 40% |
| Marche | 35%* | 25%* | 15%* |
| Umbria | 35%* | 25%* | 15%* |
*per le aree mappate nella carta degli aiuti a finalità regionale secondo le specifiche intensità previste
Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni indicati, nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro.
Investimenti agevolabili
La normativa prevede un credito d’imposta sugli investimenti effettuati tra il 1° gennaio 2026 e il 31 dicembre 2028, con un limite massimo di 100 milioni di euro per singolo progetto e con una soglia minima di investimento pari a 200.000 euro.
Tra gli interventi ammissibili rientrano:
- l’acquisto di macchinari, impianti e attrezzature nuove, anche tramite leasing;
- l’acquisto di terreni;
- la realizzazione, acquisizione o ampliamento di immobili strumentali destinati all’attività produttiva.
Il credito d’imposta può essere cumulato con altri aiuti di Stato o con gli aiuti “de minimis”, purché non venga superata l’intensità massima di aiuto prevista dalla normativa europea.
Procedura di accesso e fondi disponibili
Per accedere al credito d’imposta relativo al 2026, le imprese dovranno comunicare all’Agenzia delle Entrate le spese sostenute e quelle previste dal 31 marzo 2026 al 30 maggio 2026.
Successivamente sarà effettuato un eventuale riparto delle risorse disponibili.
Una comunicazione integrativa dovrà essere inviata dal 3 gennaio 2027 al 17 gennaio 2027 per attestare la realizzazione degli investimenti entro il 31 dicembre 2026. Inoltre, l’effettivo sostenimento delle spese dovrà essere certificato da un revisore legale dei conti.
Per sostenere la misura sono stati stanziati fondi significativi:
- 2,3 miliardi di euro per il 2026
- 1 miliardo di euro per il 2027
- 750 milioni di euro per il 2028
La ZES Unica si configura quindi come uno strumento strategico per incentivare gli investimenti produttivi e favorire la crescita industriale nelle aree meno sviluppate del Paese, contribuendo a ridurre i divari territoriali e a rafforzare la competitività del sistema economico italiano.
Fonti:
Per maggiori informazioni:
+39 335 455 472 – info@kablator.com
VUOI RIMANERE SEMPRE AGGIORNATO
SULLE NOVITA’ KABLATOR?
Iscriviti alla newsletter!
